venerdì 13 gennaio 2023

I MITICI FUMETTI: SUPER ZORA IN...SULL'ISOLA DESERTA - MANICOMIO CRIMINALE (ALBO N.44)



IN QUESTI EPISODI: Dopo essere riuscita a fuggire dal carcere di Singapore, portandosi dietro il Governatore Brook come ostaggio (per leggere episodio predente CLICCA QUI), l'imbarcazione usata da Zora per la fuga cozza contro uno scoglio, la vampira si tuffa in mare per salvarsi, lasciando Brook al proprio destino, legato all'albero della barca. Naufragata  su un'isola dei mari della Sonda, la nostra scopre però presto di non essere sola, sulla stessa isola hanno trovato rifugio Sandokaz e il suo fido braccio destro Valdez, ma le sorprese non sono finite...dopo l'epilogo di questa avventura, la permanenza di Zora sull'isola si protrae per un paio di mesi, durante i quali è costretta a sopravvivere dedicandosi alla caccia e a dormire in una rudimentale capanna che si è costruita proprio davanti alla riva, con la speranza di scorgere qualche nave di passaggio. La solitudine e, soprattutto, la mancanza di sesso porta la donna a stringere una strana "amicizia" con un caprone, cosa che che gli complicherà non poco la vita negli eventi avvenire...

Terminata la pausa natalizia, torna Zora la Vampira con questo n.44 della ristampa Super Zora contenente le due storie: "Sull'Isola Deserta" e "Maniomio Criminale", scan e editing a cura della premiata ditta composta da Aquila della Notte e Mal32 che ringraziamo.

Con la prima parte dell'albo si giunge alla conclusione della lunga avventura col pirata Sandokaz e si gettano le basi della prossima che si preannuncia davvero molto intrigante, senza fare spoiler per non rovinarvi la sospresa, vi dico solo che presto Zora si ricongiungerà con un suo vecchio "amico" che non vedevamo da un bel po'.

A mio avviso, per le caratteristiche della serie, Rubino Ventura sceneggia i due episodi che vi apprestate a leggere al massimo della forma. Il ritmo è ottimo e il tutto scorre in maniera fluida e piacevole. Ci si diverte e ci si appassiona alle sue disavventure, avendo la consapevolezza che, come sempre, il nostro personaggio riuscirà sempre a trovare un modo per cavarsela...già, ma come? Per questo dovrete attendere il prossimo numero dove, vi assicuro, ne vedremo delle belle. Una curiosità: alla tavola 58 del primo episodio, nel sogno di Zora, dovuto all'astinenza da sesso, si vede la nostra eccitatissima biondona scopare con Mark Finney, un personaggio che, almeno nei primi albi di questa serie, sembrava essere destinato ad avere un ruolo molto importante nella vita di Zora, ma Ventura se ne libera non fornendoci alcuna spiegazione sul suo destino, ci fa solo capire che "forse" è morto in mare durante una tempesta (in Zora Anno II n.4: "L'Uomo Anfibio", episodio ristampato nel numero 5 di Super Zora). Ricordiamo che Mark Finney, uno stimato medico di Londra, tra l'altro amico del Professor Pabst, il padre di Zora, era stato costretto ad abbandonare la sua professione dopo una serie di tragici avvenimenti; tra lui e Zora era sbocciato un grande amore, un rapporto difficile da poter gestire in una serie come questa dove la caratteristica di base della sua protagonista è quella di essere una donna libera, capace di tuffarsi nelle più straordinarie e bizzarre avventure, di avere mille e più uomini, ma che per la sua natura, non completamente umana, è destinata a restare da sola. Mettere a Zora una "palla al piede" sarebbe stato controproducente, d'accordo, ma perché liberarsi di un personaggio così attraente e interessante e non sfruttarlo invece in maniera diversa? Non ci è dato saperlo, Finney, se non a volte nei ricordi di Zora, non farà mai più ritorno all'interno della serie.

Nelle serie che adoro particolarmente, come Zora, Biancaneve (e altre di Leone Frollo che leggerete in futuro), alle quali dedico tutto il tempo libero a mia disposizione per riportarle "integre" su questo blog, mi piace sempre estrapolare delle frasi che io reputo da "incorniciare", frasi che esternano delle caratteristiche psicologiche dei personaggi che amo, spesso in relazione al sesso. La frase che ho scelto è tratta dal primo episodio di oggi "Sull'Isola deserta" ed è riportata nella seconda vignetta della tavola 58 dove Zora sogna di fare sesso con Mark Finney: "Qui i casi sono due: o lo prendo o divento matta!" L'astinenza...gran brutta cosa, non trovate?

Buona lettura

ISI




 

9 commenti:

  1. Sempre avvincenti le avventure della nostra Zora, però queste due storie mi sono sembrate un pò troppo cruente...troppe le scene di sangue e violenza su persone e animali

    RispondiElimina
  2. Di scene cruente e violente in questa serie ve ne sono in quantità, sono uno degli elementi base che però, anche se si tratta di un fumetto, alle persone più sensibili (sottoscritto compreso) possono effettivamente disturbare, ad ogni modo siamo sempre molto lontani dalle schifezze davvero orribili che si vedono in tante storie sceneggiate da Gozzo e non me ne vogliano i tanti fans di questo sceneggiatore, "Gozziani" convinti, di cui questo blog ne è pieno. Riguardo la violenza sugli animali, non potrei essere più che d'accordo; un conto è vedere una scena in cui si uccide una preda per cibarsene e sopravvivere, un'altro è quando invece si pratica violenza assolutamente gratuita con grande disprezzo nei confronti degli esseri viventi, siano essi persone o animali. Tanti film e di ogni genere ci hanno abituati ad assistere ad ogni tipo di efferatezze, a volte non ci facciamo caso o ci affidiamo al fatto che tanto è pura finzione scenica (quando nella vita reale certe cose poi avvengono davvero), altre volte ci inorridiscono, dipende dallo stato d'animo, da come siamo fatti realmente e che valore diamo al significato della parola "vita", personalmente parecchio.

    RispondiElimina
  3. Due storie coinvolgenti, anche se con qualche caduta di gusto, a cominciare da Zora che fa sesso con la capra. Ho trovato interessante la parte ambientata in manicomio che, peraltro, si conclude con un bel colpo di scena tramite l'apparizione di Dracula. Secondo me, gli autori si sono ispirati a un certo cinema del genere sexy sadico ambientato in prigioni o in manicomi, appunto. Un regista come Jess Franco aveva spesso affrontato tematiche di questo tipo, per giunta più o meno nello stesso periodo in cui uscirono queste storie. Dato che le vicende di Zora sono influenzate da tante tematiche letterarie e cinematografiche, non me ne stupirei.

    RispondiElimina
  4. D'accordo sulla caduta di gusto per quanto riguarda il rapporto di Zora con la capra, astinenza o meno, non l'ho mandata proprio giù,Stessa cosa per le scene di sadismo all'interno del manicomio, però sul fatto che le due storie siano coinvolgenti ed hanno un buon ritmo, su questo non ci piove. Sulle ispirazioni degli autori, molto probabilmente ci hai preso.

    RispondiElimina
  5. Mah. I gusti sono gusti, per carità, ma in fondo Apuleio, mica Teomondo Scrofolo, in quel capolavoro che è L'asino d'oro descrive i rapporti intimi tra Lucio, trasformato appunto in asino, e una donna. Tutto sta in come la vicenda viene risolta, e in questo caso mi sembra Birago Balzano e Rubino Ventura l'abbiano fatto - as usual, o meglio, more solito... - alla grande.

    RispondiElimina
  6. P.S.: non ho mai desiderato così tanto essere un caprone... ;-)

    RispondiElimina
  7. povera zora mai vista prendere tutte quelle botte

    RispondiElimina
  8. Poor goat! He was a true friend and a phenomenal lover. R.I.P.

    RispondiElimina
  9. Ma come mai non pubblicate quasi mai i fumetti di Jacula. Lei è stata la prima...

    RispondiElimina

Commenta