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sabato 11 marzo 2017

I MITICI FUMETTI: LA SCHIAVA in...BASTARDI DI RAZZA


Era da tempo che volevo presentare e ospitare qui sul blog questa mitica serie anni '80 della EDIPERIODICI, ma i numeri che circolavano in rete erano sempre della seconda stagione oppure in lingue straniere. Finalmente il blog di Charles ha messo come download uno dei primi numeri de LA SCHIAVA (esattamente il quarto episodio) grazie a una scansione di AKUJO su editing di TERMINEUR (che ringrazio entrambi; MERCI!!) in modo tale da poterla meglio introdurre qui su ZERO IN CONDOTTA. Si perché essendo questa serie una delle rare non antologiche e autoconclusive targate EDIPERIODICI (i fumetti del Falchetto) mi sembrava meglio proporre un episodio che facesse capire in maniera più precisa le origini della sua protagonista.
Ma iniziamo dalle notizie storico-cronologiche ed editoriali: LA SCHIAVA debutta nelle edicole italiane nel 1983 sulla scia pare del grande successo televisivo RADICI fiction americana che raccontava della schiavitù nera nei nascenti Stati Uniti. In copertina la bella protagonista ritratta da RENZO CENCI (e poi negli ultimi numeri da MARIO CARIA) è ispirata nelle fattezze ad una diva di colore degli anni '70 - '80, Zeudi Araya e anche il personaggio porta il nome Zeudia che volutamente ricorda quello dell'attrice (all'epoca spesso impegnata anche  in pellicole sexy). Il successo fu tale che la testata fu pubblicata fino al 1987 per 52 episodi offrendo ai lettori di allora un mix di avventura, esotismo, dramma, morbosità pulp, sesso interacial, sadismo, violenza, rivendicazioni razziali e finzione storica. Ignoro chi fosse lo sceneggiatore, mentre secondo la sacra GUIDA DEL FUMETTO, il disegnatore di tutta la serie fu il bravo ALBERTO DEL MESTRE.  Nella prima parte della saga, Zeudia è una giovanissima ragazza nera che nella Luisiana del 1861 viene fatta schiava dal bello, ma viziato e spietato Lex Hammer, giovane rampollo di una ricca famiglia che tratta con crudeltà e sadismo i suoi schiavi neri. Tra schiavetta e padrone c'è un rapporto erotico e morboso di amore-odio, ma una volta giunta nella famiglia Hammer la povera ragazza dovrà subire anche le angherie della viziata e incestuosa sorella bisex di Lex, la bionda Melizza. Nel corso delle puntate la ragazza riuscirà a fuggire e conoscerà Toby, un vecchio e saggio evaso, compagno di avventure che diventerà suo fedele alleato, ma finirà ogni volta dalla padella alla brace, cambiando ogni volta padrone e subendo ogni tipo di violenze e torture. Nella seconda stagione della serie invece, la protagonista riesce a tornare nella sua terra d'origine, l'Africa, ma qui si scoprirà essere "mulatta" quindi una "mezzo-sangue" e di conseguenza sarà oggetto di un ulteriore odio razziale anche da parte di alcuni abitanti del suo villaggio. Le nuove avventure africane si fanno man mano però meno interessanti e più incongruenti con la storia originale, sconfinando quasi in alcuni passaggi  nel horror, diventando sempre più cruente e splatter (simili a certi film di serie B  anni '80 come Cannibal Holocaust o Mangiati Vivi)  e meno erotiche e proprio per questo decreteranno poi la fine di questa serie che almeno all'inizio era una delle migliori e più curate della EDIPERIODICI, che una volta ogni tanto abbandonava le solite serie antologiche per dedicarsi a un vero feuilleton in salsa blaxpoitation hard a puntate...
Una serie insomma che sembrava più vicina alla linea editoriale della SQUALO più che a quella del FALCHETTO...
Spero in futuro di trovare altri episodi di LA SCHIAVA sopratutto relativi alla sua prima stagione, per continuare così a riproporli di tanto in tanto anche qui sul blog. 



































































































8 commenti:

  1. Una serie che non ho mai amata : sarà per la crudeltà delle scene tipicamente razziste o per i disegni che non mi hanno mai entusiasmato ... però era ben scritta e confesso da ex-edicolante che ebbe un buon successo a suo tempo ...

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  2. La sceneggiatura è opera di Pigi, al secolo Paolo Ghelardini, mentre le copertine mi risultano essere di Enzo Sciotti, anche se non ricordo più chi me lo disse. Presumibilmente uno fra Akujo, Mike e Pontellino. Comunque su Comicvine sono attribuite a Sciotti.
    Rob, che è 'sta storia che non ti piacciono i disegni di Del Mestre? :O

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  3. Charles non mi entusiasmano i disegni di Del Mestre e basta ... !!!
    Sarà dalle prime storie che della serie Bordello che non ho mai amato... Boh! Mi paiono senza prospettiva e sempre monotoni ....

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  4. non l'avevo mai letto...molto interessante molto scabroso...gli autori sono stati coraggiosi ad affrontare il tema della schiavitù...anche se in forma un poco particolare...io mi sono immedesimata nella protagonista bionda che ama i cavalli !!! ben scritto ben disegnato ed il finale mi è piaciuto tanto...fuga per la vittoria e la libertà !! grazie siete i migliori bloggeristi del mondo !! baci baci baci

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  5. trama molto bella. ambientazione diversa dal solito. quello che pecca, a mio parere, è il disegno. non riescono ad essere eccitanti nonostante le situazioni... comunque è un bel fumetto.

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  6. mi ha eccitato tantissimo e non vedo l'ora di leggere il resto... certo è che mancano i dettagli nelle scene di sesso. Poche scene... per esempio quando la sorella porcella si mette sotto il cavallo non si vede nessuna leccata, bocchino o sborata ... peccato.

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  7. Peccato come, ha gia detto qualcuno, le scene di sesso erano pochine per storia, ma da adolescente mi sono fatto decine di seghe con la schiavetta.

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  8. A episodi più hard,seguivano episodi soft che,ti lasciavano con l'amaro in bocca.A volte dovevi farti un segone con l'episodio precedente. Quando però beccavi l'episodio dove se la inculavano erano seghe come se piovesse. Grande Zeudia.

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