sabato 10 luglio 2021

I MITICI FUMETTI: I CASI DELLA VITA IN... PIACEVOLE INTRIGO - OREFICERIA DEL CORSO (ALBO N.86)



E col caldo di questi giorni, noi di Zero in Condotta cerchiamo di far innalzare ulteriormente la temperatura dei nostri lettori (anche se in una maniera molto più piacevole), offrendovi il fumettaccio da leggere per questo weekend di luglio. Trattasi del n.86 de "I Casi della Vita", albo apparso nelle edicole nel giugno del 1990. La versione che vi apprestate a leggere è contenuta all'interno di una raccolta di ristampe denominata "Fumetti Sexy - Serie Verde" n.8 di cui, a fine fumetto,  troverete la copertina, mentre quella che vedete sopra è la copertina originale della Prima Serie di questa testata antologica targata Ediperiodici, realizzata da AVERARDO CIRIELLO. 

Le scan sono opera del nostro amico e collega CHARLES che ringraziamo.

La prima storia "Piacevole intrigo", dove il disegnatore si cela dietro la sigla "VANAMONDE" (ignoriamo chi sia), ci porta nel mondo della malavita, dove una cassetta contenente il bottino di una rapina, finisce nelle mani sbagliate, ossia quelle di Tony Santoro, un impiegato dell'ufficio investimenti di una banca. L'uomo, uscito alla ricerca di un po' di sesso, si imbatte in una prostituta di nome Germana e a causa di una serie di equivoci e situazioni fortuite, si ritrova in possesso della preziosa cassetta, cassetta che, intanto, un tipo molto poco raccomandabile di nome Eusebio sta cercando di recuperare con ogni mezzo. Come si risolverà la faccenda? Leggete per scoprirlo.

La seconda storia "Oreficeria Del Corso", disegnata da FULVIO D'AMORE, ci narra invece di una brunetta molto sexy di nome Veronica la quale, nella stessa giornata, riceve ben due comunicazioni per un posto di lavoro: una come commessa in un'oreficeria e un'altra come commessa di un negozio di abbigliamento. Veronica ha degli incontri di sesso occasionali con un certo Camillo, uno spiantato poco di buono che ama tenere due piedi in una scarpa, alternando le sue prestazioni sessuali tra Veronica e la sua amica Agnese, ignare, ovviamente, di tutto. Ed è proprio ad Agnese che Veronica si rivolge per passarle una delle due convocazioni di lavoro, quella di commessa in un negozio di abbigliamento, tenendosi per se l'altra. Le due amiche prendono il treno e lasciano il paesino dove vivono per recarsi in città a sostenere i due colloqui di lavoro, ma Camillo ha la brillante idea di seguirle di nascosto...

Mentre combattevo contro il mio dilemma su cosa pubblicare questo sabato, mi arriva in soccorso la mia Boss Tippy Conte, segnalandomi questo albo tra gli ultimi arrivi del nostro amicone Charles che avevo scaricato, ma non ancora letto. Fermo restando il mio discorso della volta precedente di estrapolare, da ora in avanti, dalle testate antologiche solo quelle storie che partono almeno dalla sufficienza per testi e disegni, stavolta ho deciso di pubblicare invece l'albo in versione integrale. Le due storie non sono strepitose, ma se non altro la prima ha una trama e uno sviluppo abbastanza ingarbugliato che in qualche modo dà pieno senso al titolo della storia. La seconda è invece un po' più ingenua, ma si lascia leggere in modo facile e scorrevole. In nessuna delle due storie è presente quel tipo di erotismo torrido e violento o morboso che interessa tanto e  appassiona il sottoscritto, ma tutto l'albo rientrava in quella sufficienza necessaria da poter essere pubblicato integralmente. In entrambe le storie i disegni risultano alquanto piacevoli e questo rende sicuramente più agevole la lettura. Fateci sapere nei commenti quale delle due storie vi è piaciuta di più

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7 commenti:

  1. HO DIFFICOLTÀ NELLA PRIMA STORIA IN QUANTO I MIEI ITALIANI SONO MOLTO POVERI MA I DISEGNI SONO MOLTO BUONI. LA SECONDA STORIA PIù FACILE E PIù EROTICA. GRAZIE AMICI

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  2. Piacevoli ed interessanti storie....le Donnine sono tutte caratterizzate magnificamente...sopratutto ficamente

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  3. Ciao, e grazie per il vostro lavoro. Ho avuto occasione di scrivere (ormai comincio a ripetermi) che ho conosciuto 'I casi della vita' quando ero in Marina, a vent'anni. Era una delle mie serie preferite: c'è un'aspetto di 'verismo' che me la rendeva assai intriganti, in quanto a quell'età immaginavo che avrei potuto benissimo viverle in prima persona qualcuna delle vicende del fumetto, e questo, a dirla francamente, mi eccitava parecchio...
    Per quanto riguarda le due storie di oggi, sono simpatiche, ben disegnate, hanno un lieto fine che, personalmente, non mi dispiace; la seconda, poi, ha un intreccio ricco di colpi di scena: ma, ovviamente a mio parere, in entrambe la carica erotica è tutt'altro che travolgente...

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  4. Oh, vedo con piacere che nella seconda storiellina abbiamo di nuovo la sosia di Flopi e al disegno un bell'imitatore di Garcia Sejas.
    Dev'essere il disegnatore più imitato della storia!

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    1. Sì, e mi sembra di averne parlato proprio di recente in un mio post qui sul blog. Non era asslutamente raro che molti dei disegnatori di questi fumetti, almeno quelli meno noti e con uno stile non ben definito, si appoggiassero allo stile di autentici miti del disegno ed Ernesto Garcia Seijas è sicuramente uno di questi, per il suo superbo modo di disegnare le sue donnine. Le serie di "Bruno Bianco" e "Helena" che in Italia apparivano sui settimanali dell'Eura Editoriale come Lanciostory e Skorpio, sono quelle più saccheggiate in assoluto per volti e pose, non solo dei bellissimi personaggi femminili, ma anche maschili. Dici bene, Seijas è il disegnatore più scopiazziato della storia, se consideri che anche un grande come Giovanni Romanini, prendeva sovente riferimento da questo artista argentino per i volti e le espressioni delle sue donnine, solo che Romanini reinterpretava poi a suo modo, altri copiavano di sana pianta e basta.

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    2. Se ci pensi, meglio fare un lavoro decoroso copiando che uno schifo da soli... o no?

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    3. ahahahahahahah verissimo, Milton.

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