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venerdì 17 maggio 2013

Episodio Fuori Serie: LA SCOPONA in... ERO TUTTA VERGINE



Un mio caro lettore Tino Segoni mi ha regalato un suo racconto piccante riadattato per l'occasione sulla prima avventura de LA SCOPONA, fumetto sexy anni '80 chiaramente ispirato alla figura della maggiorata stile Drive In come Lory del Santo, Carmen Russo o altre bellone prosperose di allora...Nel primo episodio "Ero tutta Vergine"  si narra come da ingenua ragazzotta ancora inesperta di sesso, Dorina la protagonista del fumetto sia poi diventata l'inarrestabile Scopona...Buon divertimento e complimenti a Tino che ringrazio di cuore per aver contribuito al blog con questa storia e che me ne ha promessa un'altra...naturalmente tutti l'aspettiamo volentieri e intanto commentate questa!

continua cliccando sotto...





Dorina, chiamata dagli amici la Scopona per il suo fisico imponente, alto e sexy, era una mora, prosperosa e avvenente. Appena finiti i corsi di ragioneria non avendo molti soldi per iscriversi all’università  cominciò subito a darsi da fare per entrare nel mondo del lavoro, ma si sa la crisi oggi come allora non aiutava a trovare un posto fisso.
Dopo aver fatto un po’ di tutto dalla cameriera alla babysitter, fortunatamente dopo tanti curriculum mandati e vari colloqui andati a vuoto, fu assunta a tempo determinato in un elegante Spa, un complesso termale molto frequentato, come segretaria.
Il presidente in persona rimase subito colpito dall’avvenenza di Dorina e fece di tutto per assumerla come sua segretaria personale. Il Presidente chiese alla sua nuova e prosperosa segretaria di accompagnarlo in un importante viaggio d’affari che li avrebbe portati fuori per due giorni: in questo periodo avrebbero dovuto incontrare clienti, partecipare a Workshop, visitare operatori e concludere affari.



Per il viaggio che li avrebbe portati a Milano ad un Convegno e una Fiera, il Presidente aveva chiesto a Dorina di vestirsi in modo “professionale”, ma con una gonna corta. Subito all’inizio, in auto, seduta accanto al Presidente, Dorina subì una piccola ma simpatica ispezione: il capo le fece i complimenti per come si era vestita spingendosi fino a controllare cosa portava sotto la minigonna: le scorse con fare da niente con un dito sulle cosce e le fece salire la mini fino a scoprirle il collant scuro, sotto il quale portava delle slip semitrasparenti. Durante il viaggio in autostrada capitava che qualche camionista suonasse il clacson al suo indirizzo.
Si fermarono all’autogrill a fare colazione: entrarono al bar, poi Lei si diresse da sola al bagno delle donne, dove  due camionisti la seguirono; una volta dentro, uno la prese da dietro dicendole con voce calma e convincente di non preoccuparsi: “Stia calma, non vogliamo fare niente… siamo solo collezionisti di mutandine, ci dia le sue e la lasciamo andare tranquillamente”. Dorina si spaventò, urlò aiuto, ma uno le mise una mano sulla bocca e da dietro la stese per terra, poi le sollevarono la gambe e le sfilarono il collant fino a metà coscia, quindi afferrarono le slip e le tirarono fino a strapparle.

 La ragazza si divincolava ma non riusciva a liberarsi, i due si eccitarono molto nel vederla muoversi così, e dopo aver ridotto in brandelli le mutandine di quella moracciona, le allargarono le gambe per osservare meglio la sua fichetta....





Lei si portò istintivamente una mano davanti per coprirsi, ma i due non resistettero: le accarezzarono il buco del culetto e passarono sulle grandi labbra, fino ad affondarle qualche volta le dita nella passerina, poi uno dei due, se lo tiro fuori bello carico e la schizzò di un getto caldo di sperma. Dorina per un momento aveva pensato al peggio, di essere violentata dai due energumeni e perdere così la sua verginità. Infatti se pur bella, prosperosa e con la faccia un po’ da porcella ( un’apparenza tanto che le era valsa il soprannome Scopona), Dorina allora era ancora illibata. Era infatti una ragazza ancora ingenuotta, umile, venuta dalla campagna, tirata su da genitori molto cattolici e contadini. Insomma fino allora ancora non aveva provato le gioie del sesso.
Uscita dal bagno sconvolta, corse alla macchina dove l’attendeva il Presidente. Ripresero il viaggio ma non volle raccontare l’accaduto e non ebbe neanche la forza di chiedere al capo di aprire il portabagagli per prendere la sua valigia e andarsi a cambiare la biancheria. Dopo un po’ Lei si addormentò: Era quello che il maiale aspettava: dopo aver atteso qualche minuto, mise la mano sul cambio e con una mossa leggera  spostò l’orlo della minigonna di Dorina fino all’altezza della passera, avendo così modo di apprezzare il lavoro dei due camionisti molesti.
Arrivati a Milano, si diressero verso il padiglione dove si teneva il Convegno della loro azienda, e dove Dorina avrebbe potuto conoscere il famoso Sottosegretario Cuzzone di cui il Presidente le aveva parlato tanto. Nel salone del Convegno la gente stava già prendendo posto e il Presidente ordinò a Dorina di raccogliere da terra il materiale pubblicitario: di solito quel lavoro non si fa fare ad una ragazza in minigonna, lei si rese conto che per fare quel movimento, doveva chinarsi piegando le gambe, e nel fare questo sarebbe stato fatale che la mini le salisse pericolosamente in mezzo a tutta quella gente.  Dopo il convegno Dorina dovette rimanere allo stand della Fiera, dove il Presidente le presentò finalmente il Sottosegretario, il quale “ha fatto si che l’azienda dove lavora potesse avere molto denaro”. Dorina conobbe il famoso Cuzzone, un bel tipo sui 45 anni, molto “piacione” nei modi e affascinante come uomo, dal ciuffo biondo e la faccia furbetta da porcello. Si diceva che nonostante fosse sposato con figli avesse una fama di donnaiolo incallito.  Dopo qualche convenevole infatti il Cuzzone notando l’ottima scelta fatta dal Presidente in fatto di segretaria personale, chiese subito alla bella mora approfittando di un momento di basso passaggio, di mettersi appoggiata al bancone voltandogli le spalle, perché lui le avrebbe fatto un giochino con un piccolo attrezzo che aveva trovato in Giappone.
Dorina accettò perplessa: Lui le avrebbe fatto sentire il contatto di un oggetto e lei gli doveva dire che effetto faceva. La cosa le sembrò alquanto stupida, ma in fondo era contenta di trattenersi da sola con il Sottosegretario Commendatore Cuzzone che era un gran bell’uomo dai modi così simpatici. La prova iniziò e Cuzzone la fece appoggiare al bancone con le gambe leggermente divaricate, le passò lentamente un piccolo strumento, simile ad un pennarello, sul retro delle cosce procurandole solletico: il contatto delle due asticelle contemporaneamente sull’interno di ambedue le cosce le fece venire subito i brividi e un senso di solletico le si propagò fino al culo, Cuzzone maneggiava saggiamente l’oggetto e glielo strofinò delicatamente salendo e  scendendo sulle sue cosce, fino ad arrivarle sotto l’orlo della minigonna; poi il piccolo vibratore entrò in funzione nelle parti vicine alle grandi labbra, Dorina ebbe un sussulto e dette un gemito di sorpresa. “Su faccia la brava, mi aiuti a capire che effetto fa…. sa, è per mia moglie. Via cara, resista e non faccia gesti che possano creare scandalo” Cuzzone salì con l’arnese in vibrazione lentamente fino al culo, mentre la giovane sussurrava ”la prego, la smetta… se continua così mi farà eccitare… la smetta, per favore..”Cuzzone le rispose in modo incoraggiante: “ bene, bene… resista signorina, resista ancora un pò, vediamo fin dove arriva quest’affare giapponese…”; glielo fece passare di nuovo sotto le grandi labbra della fica, iniziando una vera e propria masturbazione.
Ad un certo punto, Dorina spaventata di rimanere sverginata proprio da quell’ oggetto si voltò e disse “Basta, basta, ora arriva gente!”
Cuzzone non perse un attimo, la prese per la vita e la sospinse verso lo sgabuzzino dietro lo stand “Presto, non vorrà che si crei uno scandalo, presto…”. Si trovarono appiccicati nello sgabuzzino, dove lui cominciò a mordicchiarla sul collo e a metterle le mani dappertutto, la tastava in modo frenetico, eccitato come un maiale, l’abbrancò da dietro, mordendole il collo, e tenendole una mano sui seni da sotto la camicetta bianca e un’altra sulla passera da sotto la minigonna, mentre gli strofinava l’uccello sul culo, poi le sollevò completamente la minigonna e riagguantò la presa con maggiore avidità. Dorina non aveva mai provato tutte quelle emozioni forti strofinò così rapita dall’eccitazione il culo sul suo uccello che sentiva non del tutto pieno, poi iniziò a gemere sottovoce: “ oohh… mmhmm… faccia presto…  mmmhh… mi ha fatto eccitare… accidenti a lei…aaammhhh… mffhh.. mi sta facendo venire… sto per venire…. Oohhh”. Dorina facendo così faceva arrapare sempre di più  il maiale ma si eccitava anche lei, e cominciò a bagnarsi la fica,    Cuzzone se ne accorse e le si appiccicò dietro, con una mano sulla passera e una sui capezzoli, sentiva da sopra il collant colare gli umori caldi della passerina eccitata, mentre lei con il culo cercava di masturbarlo a sua volta. Poi di colpo Cuzzone la voltò, la fece sedere su uno sgabello del ripostiglio,  le si mise davanti e se lo tirò fuori, ordinò con fermezza alla ragazza di prenderglielo in mano e fargli un segone....


Dornina che in passato qualche sega ai compagni di scuola aveva fatto per fortuna sapeva maneggiare i bei cazzoni e cominciò ubbidiente a masturbarlo fin quando il porco non la inondandò di sperma.
La ragazza rimase stupefatta dalle notevoli dimensioni del pisello di Cuzzone…



Finito il tutto, si sistemò un po’ alla meglio strofinandosi frettolosamente lo sperma sulle gambe per farlo assorbire e non renderlo visibile, e poi tornarono allo stand: il maiale si avviò baldanzoso verso l’uscita dello stand osservandosi attorno e si allontanò. La sua verginità era salva un’altra volta!
La giornata si concluse con un invito pervenuto tramite biglietto, da parte del Commendatore Cuzzone e del Presidente, al Ristorante “Belle vie” per lo ore 20,00. Cuzzone arrivò baldanzoso come era solito fare, salutò cordialmente e prese una mano di Alice per baciarla, si sedette  e ordinarono. La ragazza stava attenta a non bere troppo, ma la cosa era abbastanza difficile con quei due che le riempivano di continuo il bicchiere, intanto subito dopo l’antipasto la mano di Cuzzone si fece sentire sulla coscia sinistra di Dorina: se lo aspettava e si era preparata  mentalmente. Le accarezzò la coscia vestita della rete sottile delle calze, salendo lentamente fino all’orlo della gonna che essendo stretta, era salita molto sulle cosce, fino all’elastico delle autoreggenti....Cuzzone le toccò l’elastico della calze e sfiorò la pelle nuda sopra l’elastico sinistro, ma per arrivare più in fondo doveva allungare troppo il braccio, così si tese, mentre con l’altra mano sorseggiava il vino e continuava ad ascoltare il Presidente che parlava, allungò le dita e riuscì a toccarla sulle slip di pizzo traforato, dai buchi del quale usciva qualche peletto, facendola sobbalzare per la sensazione di solletico.
Dorina si tirò un po’ indietro e si sottrasse a quelle dita insinuanti. A quel punto Cuzzone le disse“ Signorina, non ho potuto ammirare il suo splendido vestito per intero, perché quando è arrivato, lei era già seduta al tavolo. Per cui, voglia alzarsi un attimo in piedi rimanendo qui dov’è, per farsi ammirare in tutto il suo splendore”.  Si guardò intorno per vedere chi ci fosse agli altri tavoli: tirò leggermente indietro la sedia e si mise in piedi, era in mezzo ai due, i quali le afferrarono con un gesto lento ma deciso l’orlo della gonna con ambo le mani, uno da un lato e l’altro da quello opposto. Dorina si sentì morire: “No… vi prego, che volete fare… nooo.. non qui, per favore… mi vedono tutti”. Qualcuno dai tavoli più vicini osservò incuriosito la scena che si svolgeva nella penombra del locale: le mani dei due si sollevavano con dei piccoli strattoni per aiutare la  gonna aderente ad alzarsi sulle sue cosce.
Si sedette di nuovo: Ora la mano di Cuzzone non trovò ostacoli: le accarezzò il pizzo sulla fighetta, in modo da farle sentire il solletico dei peli che vengono sfiorati ma senza premere troppo. Improvvisamente i due le afferrarono i due lembi opposti delle slip salendo sui fianchi, e tirarono giù con decisione: Dorina se le ritrovò a metà cosce e offrendo ormai tutta la sua “preziosa” alle loro mani, si afferrò il viso con le mani dicendo ai due porci: “ora dove volete arrivare?”. Cuzzone cominciò a dare ordini al Presidente “Presidente, adesso scenda lungo le labbra, affondi poco, poi risalga leggermente… ha trovato il bottoncino?”  Lui sorrideva divertito guardando il viso della segretaria la quale era diventata seria, “Si, trovato, Commendatore” – “Bene, ora proceda lentamente come le dico io: cominci a titillare senza premere… poi torni più in basso, affondi dentro… ha fatto? “ – “Si, Commendatore!” – “E’ bagnata?” – “Si, Commendatore!” – “Bene…Allora torni sul bottoncino, e si muova più velocemente…” . Dorina cominciò ad agitare il bacino avanti e indietro. “Continui a titillarle il clitoride in modo sempre – più- insistente. Lo faccia con il dito pollice.
Dorina era una sorgente di piacere, stava ansimando sopprimendo piccoli gemiti di libidine, si sentiva masturbare sotto il tavolo in modo frenetico: “ Aaahhmmmhh… oohh… mi stanno guardando tutti… per favore, mi vergogno… Aaaah!…mmmfffhhhh…smettetela , fatemi rimettere a posto… per favore facciamolo in un altro posto!”




Effettivamente qualche cliente stava già eccitandosi immaginando cosa le stessero facendo sotto il tavolo, e vedendo come lei si stava trattenendo, coprendosi il viso.
Poi Cuzzone prese la bottiglia di champagne e cominciò ad afferrare il tappo, tenendola davanti a se disse a Dorina di spostarsi un po’ indietro per allontanarsi dal botto, ma Cuzzone, dopo aver stappato la bottiglia, la portò fuori dal perimetro del tavolo per non bagnare la tovaglia, infatti lo champagne eiaculò violentemente fuori con un fiotto denso di schiuma bianca che andò a inondare in pieno le cosce e la passera di lei, con annessa mano del Presidente, che invece di toglierla, eccitato come un maiale nel fango, affondò ancora di più, accelerando la masturbazione. Cuzzone contento, versò lo champagne nei bicchieri e poi abbracciò la ragazza ancora ansimante, baciandola sul collo. Il Presidente mantenne ancora un po’ la sua mano nella fighetta eccitata di Dorina e allentò la presa progressivamente, poi brindarono insieme, mentre la giovane serrava le sue gambe completamente bagnate e gocciolanti. Quando uscirono Dorina si rese conto che la sua gonna, bagnata di champagne, era diventata quasi trasparente, se la abbassò dapprima restando seduta poi alzandosi in piedi: ma mentre si alzava si rese conto di avere ancora le slip all’altezza delle ginocchia, provò a fare un passo e tutti videro chiaramente le slip che cadevano a terra ai suoi piedi, Cuzzone fu però pronto a raccoglierle e a mettersele in tasca.
Una volta fuori, Il Commendatore prese dalla tasca interna della giacca un foglio e un assegno, e glielo porse, “Il Presidente mi ha parlato molto bene di Lei. Questo è l’anticipo dell’incarico che stiamo per affidarle, per avviare la direzione di una promozione diretta sul mercato giapponese; questo documento è l’incarico professionale che la nostra Azienda le affida, e questo è l’anticipo. Congratulazioni”.
Dorina si sarebbe aspettata di tutto ma non di parlare di lavoro in quel modo così serio; prese il foglio lo lesse velocemente e poi guardò l’assegno: era intestato a lei, non trasferibile, timbrato dalla Presidenza delle Terme, e di 5.000 Euro. Montarono in macchina e si avviarono all’Albergo di Cuzzone. Dorina tacque per tutto il tragitto, poi la macchina si fermò davanti all’entrata dell’Albergo. Entrati in camera, Cuzzone la fece stendere a pancia in giù sul letto e cominciò a leccarla sul retro delle ginocchia, Alice a quel contatto si lasciò andare come se stesse facendo un massaggio salutare. Con la lingua Cuzzone saliva piano piano: rimanendo sulla parte posteriore delle cosce, leccava a più non posso, grufolando come un cinghiale : “Buono, buono… sai ancora di champagne…”. Le arrivò all’ orlo inferiore del tubino e continuò a leccare sulle natiche di Dorina, poi le allargò le gambe e ricominciò dalle cosce, anche questa volta salì lentamente fino a leccarle il solco del culo affondando la lingua all’ altezza del buchetto.
Poi le allargò con lingua le labbra e penetrò dentro bagnandola della sua saliva, poi si spostò sul clitoride e cominciò a leccarle con potenza. La giovane riprese a godere, ma questa volta per lo meno poteva lasciarsi andare, senza essere osservata da estranei e dover vergognarsi per quello che stava facendo.
Dorina aveva allargato le gambe decisa a cedere proprio al bel Cuzzone la sua verginità, quando l’uomo le oliò il buchetto del culo e poi cominciò con una piuma a solleticarle sia le fichetta che il buchetto posteriore: lei dette un gemito prolungato di piacere dimenandosi. Cuzzone, con quel pezzo di figliola in quelle condizioni sotto di lui, sdraiata sul letto, grugniva di approvazione, farfugliando le prime parole. “bel pezzo di figa che sei…. Ora ti ho in mio potere… posso farti quello che voglio… bella passerona, maiala e arrapata…. Fammi vedere come godi… godi come una maiala in calore… dai  bella fica…”.
Lei si agitava come in tranche gridando “Scopami…mmmfffhh!… Voglio essere sverginata… …ooohhh!… non l’ho mai fatto prima, ma lei Cuzzone mi fa impazzire… aaaahhhhmmmhh mi prenda con forzaaa!!…”. A quel punto Cuzzone se lo tirò fuori, ce l’aveva veramente grosso e largo, di quelli che fanno male la prima volta, ma eccitato dai gemiti della mora e dalla confessione sulla sua illibatezza non se lo fece ripetere due volte…allargo prepotentemente le cosce di Dorina e con un colpo secco e deciso la deflorò con forza facendola urlare come una squartata.




 Poi cominciò a cavalcarla sempre più forte e a ritmo, incurante delle urla di lei che a poco a poco si tramutavano da grida di dolore in urletti di piacere estremo. Aveva fatto diventare donna quella giovane segretaria!




Ma non era ancora soddisfatto e una volta rotta la passerina decise di romperle quel magnifico culo sodo e tondo dalle belle curve…mentre Dorina era ancora urlante sfilò il cazzone da quella passera sbrodolante e sculacciandola forte le ordinò di mettersi a 4 zampe come una cagna…”Avanti bella cagna…ora ti senti una puttana vero?!” disse…”Si Signor Cuzzone! Siiii” mormorò lei mettendosi a pecorina…lui tirandole i capelli mori e ricci con una mano con l’altra continuò a ungerle il buchino stretto del culo…e poi quando lei meno se lo aspettava le infilò prepotente quel membro enorme nel culo facendola urlare di nuovo, molto più di prima…



Dorina dopo il dolore iniziale cominciò a provare quell’ estremo piacere proibito che solo la sodomizzazione riesce a dare. Il cazzone del Cuzzone era imponente e faceva male, ma la ragazza adesso godeva, ansimava, gemeva senza controllo. Aveva capito adesso di possedere due grandi armi, figa e culo, che l’avrebbero molto aiutata in futuro, facendole meritare veramente il suo soprannome di Scopona. Sentì che Cuzzone stava per venire, lo capì dai suoi rantoli di piacere, da come gli afferrava con forza i fianchi…allora volle dimostrargli che era diventata grazie a lui una vera vacca. Estrasse quella mazza dal culo ormai allargato si voltò e offri la terza arma: le sue grosse tettone da maggiorata a quel magnifico cazzone…lo strinse in mezzo al suo seno e cominciò a massaggiare il cazzo pronto ormai a esplodere su e giù, su e giù, sempre più forte…Il Cuzzone alla vista di quelle meravigliose mammelle sballottanti disse: “Siii…per essere un ex vergine hai imparato in fretta l’arte della troiaggine…brava, farai strada Dorina…oooh, mmmm sto ber sborrare…apri quella bocca da pompinara che voglio schizzarti troia!”...Dorina ubbidì e un fiotto ricco di sborra calda la colpì un po’ sulla lingua, un po’ colò sulle sue belle tette, un po’ addirittura sugli occhi…”


"Siiiii Dorina sbrorrooooo!” disse con un urlo liberatorio quel porco…lei accogliendo tutto rispose: “Non mi chiami più Dorina…adesso anche per lei sono La Scopona!”
…Proprio così cominciarono le sexy avventure de La Scopona, che da li in poi divenne sempre di più un irrefrenabile virago assetata di sesso. Anche se il lavoro alla SPA si concluse con la fine del contratto, la nostra eroina trovo subito altre opportunità, grazie alle sue tre armi imbattibili…

FINE   di Tino Segoni (editing Tippy Hostess) 

4 commenti:

  1. Veramente ottima Grazie !!

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  2. questo sarebbe bello vederlo integralmente, credi sia possibile?

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    1. purtroppo non l'ho ancora trovato questo episodio in versione integrale...il racconto è stato scritto da me e da un lettore (Tino) ma è completamente inventato e riadattato sul personaggio della Scopona, non è la stessa trama del fumetto originale.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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