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mercoledì 12 aprile 2023

PER SEMPRE SCORRETTI: LUCA LACA MONTAGLIANI CI PRESENTA IL SUO VINTAGEROTIKA SEXY POCKET ALL'ITALIANA

 



Con la splendida copertina del maestro EMANUELE TAGLIETTI è uscito da alcuni mesi, VINTAGEROTIKA: SEXY POCKET ALL'ITALIANA un bel librone scritto dal "poliedrico" LUCA LACA MONTAGLIANI e dedicato proprio alla nostra grande passione: i fumettacci erotici tascabili vintage made in Italy. 

Per rispettivi impegni, questa presentazione e intervista arriva un po' in ritardo con l'uscita del volume, ma attendere n'è valsa la pena. Al solito chiacchierare con quell'inarrestabile creativo e appassionato artista "molto schietto" che è  Luca, poi porta sempre tanti spunti di riflessione, oltre che molte belle sorprese e anteprime per il nostro blog e per tutti coloro che amano questo genere. L'intervista è andata infatti oltre la classica presentazione di questo splendido libro (che consiglio a tutti di prendere), sono venute fuori molte cose che, come leggerete, vi faranno un po' pensare, forse anche arrabbiarvi, ma anche altre riguardanti i prossimi progetti di Montagliani e del suo team che sono sicura vi renderanno impazienti e curiosi... Buona lettura...







Tippy: Ciao Luca, finalmente ci becchiamo e possiamo un po' chiacchierare sulla tua ultima "fatica"...Come è nata l’idea di questo (possiamo chiamarlo saggio o guida?) “VINTAGEROTIKA - SEXY POCKET ALL'ITALIANA: Pop Hard Italian Sexploitation”?


Luca:  Ciao Tippy, grazie per lo spazio e buongiorno a tutti gli amici, ai nemici e agli appassionati. Questo balenottero di 400 pagine nasce perché, a livello saggistico, era necessario avere uno strumento (abbastanza) completo, chiaro e di facile consultazione seppur di carattere generale sull’argomento. Una sorta di mega bignami (compendio sintetico sulla materia trattata) rinforzato all’ennesima potenza e ricco di notizie inedite anche per i ferrati in materia. A oggi esistono una manciata di libri sparsi nei decenni, talvolta incompleti, spesso imprecisi e raffazzonati, oppure lussuosi cataloghi a colori rivolti più che altro al collezionista completista e feticista più che all’uomo della strada. Ecco, questo volume si rivolge all’appassionato ma soprattutto al popolo italiano che non ne sa nulla e che non colleziona nulla ma che poi magari gli viene voglia di andarsi a cercare qualcosa sulle bancarelle o in rete. E che, sicuramente, dopo la lettura guadagna un’infarinatura ottima e abbondante sull’argomento sexy pocket che permetterà loro di far bella figura in società, con gli amici e con le fighe. In realtà il libro contiene parecchio materiale inedito, mai visto prima in Italia, frutto di mesi e mesi di ricerche incrociate.

T: Mesi e mesi...quantifichiamo meglio:  Quanto tempo hai impiegato per svolgere tutto il lavoro di ricerca e poi scrittura del libro?

L:  Allora...Un paio d’anni di indagini e quattro mesi per scrivere e assemblare il tutto. E la mole di materiale raccolta era abbastanza per riempire milleduecento pagine illustrate. Questo tomo è solo un terzo di quello che ho scritto e che avrebbe dovuto esservi all’interno. Solo che, un volume di 1200 pagine diventa borioso da presentare, noioso da maneggiare, scomodo da portare in giro, esoso da vendere poiché sarebbe stato costato troppo. In realtà, le ricerche per un argomento del genere non finiscono mai. Ancora oggi trovo incredibili notizie che presto porterò alla luce ma che, per il momento, restano nel cassetto a decantare.



T: Non lasciarle troppo decantare però, noi siamo impazienti di leggerle!  Il Libro è interamente molto bello e interessante per chi ama questo genere di fumetti, ma tu da curatore dell’opera hai un capitolo o una parte del tuo lavoro di cui vai particolarmente orgoglioso o che ti ha dato più soddisfazione e perché?

L: Sono particolarmente orgoglioso della sezione HOT TRAVEL che riguarda le edizioni estere. Nessuno mai si era preso la briga di approfondire l’argomento che continuo ancora a sviscerare perché nasconde sorprese inedite e incredibili. La sezione estera ha poi un’interesse internazionale, tanto che questo volume pare verrà pubblicato anche all’estero.

T: Che bella notizia! Incrociamo le dita allora...Ma il libro tratta solo di fumetti sexy vintage italiani, editori e autori o racconta anche altro?

L: Il libro contestualizza il fumetto sexy pocket italiano all’interno di un periodo storico preciso e parte dalla nascita del formato tascabile con il Topolino libretto dell’aprile 1949. Gironzolando tra le pieghe della storia, della cultura e del costume italiano e del fumetto popolare, dapprima rivolto ai bambini e poi agli adulti, e abbellito da doverose finestre sul cinema pornografico, fotoromanzi zozzi e dintorni. Una torrida traversata attraverso i decenni della cultura sexy pop in cui mi permetto di ricorprire il ruolo del vostro Caronte personale. Certo, a qualcuno darà fastidio che, avendo occultato all’interno del libro alcuni monologhi di natura squisitamente politica (per rendervi partecipi di alcuni miei ragionamenti e considerazioni personali) non tutti saranno d’accordo… Ma è lo stesso.


T: Un po' di critica personale è sempre interessante da leggere anche in un saggio del genere altrimenti sarebbe un manuale come tanti altri. Poi sta a chi legge, secondo me, fare le proprie considerazioni, essere più o meno d'accordo col pensiero dell'autore. Però, critiche a parte, nel tuo lavoro di ricerca per questo libro, hai fatto delle scoperte interessanti che prima non sapevi o neanche immaginavi? … Senza "spoilerare" troppo puoi accennare qualcosa?

L: Ho scoperto che, ad esempio, in Portogallo buona parte delle copertine dei nostri sexy pocket sono inedite e dipinte da artisti locali, e che esistono degli inediti in Italia oltre agli episodi francesi che chiusero la saga di Zora (Zara) la vampira. E molto altro che continuo ad approfondire ancora oggi e che rivelerò sulle prossime pubblicazioni.



T: A proposito di inediti...Ultimamente, con la squadra di artisti legati ad Annexia, avete proposto nuove avventure a fumetti delle più amate eroine sexy di Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon, in fumetteria invece sono tornate le ristampe di Yra e altri fumetti cult.  Adesso questo libro. Sembra esserci un ritorno o riscoperta del passato erotico a fumetti italiano non più relegato al circuito dei blog degli appassionati del vintage e nostalgici, ma più esteso e speranzoso forse di conquistare un nuovo pubblico. Tu che sei uno degli “artefici” di questo revival e anche remake, che punto della situazione fai? Ci sono nuovi progetti in arrivo?



L: Mi piacerebbe vederla in questo modo ma, quel che accade in Italia dipende dagli interessi degli investitori. In tutte (e ripeto, tutte) le ramificazioni culturali italiane, dalla musica al fumetto e al teatro, dall’arte delle gallerie alla letteratura e al cinema, ciò che ha successo non dipende dalla qualità ma dal denaro che viene investito per portare un qualcosa in ogni dove. È per questo che, oggi più che mai, siamo invasi da merda di ogni colore, odore e consistenza. Perché dietro a quel che vende, e che spesso e volentieri non vale un cazzo, ci sono ingenti investimenti e basta. Quello che vedete in classifica, in qualsiasi classifica, è ciò che gli accordi commerciali hanno deciso di dare in pasto al paese. Per questo, e perdonate il realismo disilluso, non credo in nessun ritorno o revival di un bel niente, specialmente di tette, cazzi, fiche e culi, in questa roboante e ributtante democrazia illusoria e ipocritamente europeista, progressista (sulla pelle degli altri) e via dicendo, in un turbine di pacche sulle spalle, nuove parole ed espressioni della neolingua italiana (una su tutte: inclusione), uno spettrale surrogato di ciò che eravamo. Impotenti dinanzi all’inedia culturale possiamo solo continuare a comporre opere sincere e appassionate e tenere alta la bandiera della vecchia scuola italiana fino alla tomba, in Italia ma anche e soprattutto fuori, all’estero, dove siamo totalmente sputtanati e ci ridono dietro da decenni, solo che non frega a nessuno.
Testardamente, proprio ad avercene ancora voglia, possiamo (ancora una volta) ricostruire una piccola nicchia di appassionati che, a oggi, saranno sì e no un centinaio di randagi, Il problema è che, a seconda delle stagioni virulente, belliche, prossimamente idriche, terrorizzanti e
annichilenti, crescono o diminuiscono, come il mantice di una fisarmonica. Negli ultimi anni hanno ulteriormente demolito, devastato e svuotato il cuore e le tasche di quasi tutti, soffocato il temperamento e l’interesse di un pubblico che già faticava in tempi meno sospetti. Ma non fa nulla… Si fa finta di niente scoreggiando con vivo entusiasmo e scappellamento, genuflessi verso la velina del giorno, allo stereotipo del mese e ai mega eventi di stagione.
Dite che esagero? Ok, se volete facciamo finta di nulla e diciamo che è tutto meraviglioso, vero e veritiero e torneranno le tette nelle edicole, e che ne riapriranno a decine di migliaia di edicole, su tutto il territorio, e ci abbracceremo tutti nudi a scopare sui prati ricoperti di fiori. Di crisantemi…  D’altronde, l’Enzo Jannacci, buonanima , soleva cantare: “(…) E sempre allegri bisogna stare...Che il nostro piangere fa male al re. Fa male al ricco e al cardinale..Diventan tristi se noi piangiam.”
Riguardo ai nuovi progetti, continuiamo a navigare lungo la rotta tracciata fino a ora, sempre lentamente, con sangue, senso e sudore. In uscita entro l’anno 2023, salvo cataclismi divini, avremo pronta la nuova ondata Vintagerotika con Ulula Nuova Serie 2, Zora Nuova Serie 2 ½ + 3 + 4, Cimiteria Nuova serie 2, Misteria, Hostess, Dottoressa e Fiabe Proibite. E nuove meraviglie che riguardano il nostro insostituibile Master of Sex and Horror Emanuele Taglietti. E poi tornerà Suspiria...



T: Per quanto riguarda la prima parte della tua riflessione sei, come si dice,  "severo , ma giusto" e vista questa tua schiettezza e sincerità disincantata, ti provoco ancora di più chiedendoti: credi che tra una ventina o trentina di anni si potrebbe fare in Italia un libro simile al tuo, dedicato stavolta alla produzione a fumetti erotici dagli anni ‘90 al 2020? Ci sono abbastanza serie, pubblicazioni anche digitali o web, italiane di questo genere meritevoli di essere ricordate e analizzate in un saggio o il fumetto erotico è effettivamente tramontato col finire degli anni ‘80, almeno nel nostro paese?

L: Non credo, non ci sono i presupposti per storicizzare gli ultimi decenni. Sono spezzettati, avvelenati, confusi, composti via via da una spettacolarizzazione muscolare del medium fumetto (in generale) che ha sdoganato operette mediocri e disegnate col culo. Comunque sempre troppo poche. Ma è quello che volevano fin dall’inizio, dalla fine degli anni settanta: una disintegrazione del tessuto creativo italiano a favore di un’economia che si è dimostrata fasulla e fallimentare, che ha demolito invece di costruire. Una delle conseguenze nefaste degli ultimi decenni sul carattere creativo del nostro paese è che tutti si curano solo dei cazzi propri: difficilissimo unirsi, fare squadra, collaborare in modo sano e costruttivo. Troppe primedonne, scarsa lungimiranza, cuori chiusi e anime perse. Tornando alla domanda, non percepisco un flusso regolare di produzioni erotiche che giustifichi un’idea del genere se non sotto forma di elenco generico. Dalla fine della rivista Blue e X-Comics calò la nebbia e hanno dominato il poco e il niente. Ma sono pronto a ricredermi in futuro. Magari scopro cose di cui non sono a conoscenza: stupitemi!

T:  Appunto ormai conosciamo la tua schiettezza e il non avere peli sulla lingua, ma chi ti conosce sa anche che sei anche un bravo musicista. Ultimamente hai collaborato per esempio  in un brano e in un videoclip per il gruppo Death SS di Steve Sylvester dedicato a Suspiria, la protagonista del tuo fumetto omonimo. Cosa state complottando ancora per il futuro voi diavolacci dell’inferno?

L:  Oltre a scrivere insieme i soggetti per le nuove storie di Zora, Ulula, Cimiteria, e le altre signorine dell’ammucchiata Vintagerotika, tra qualche mese vedrà la luce una doppia opera, in musica e fumetti, dedicata a Howard Phillips Lovecraft. Sul versante musicale i riflettori sono per i Death SS con un inedito implacabile, su quello fumettistico, io, Andrea Jula ed Emanuele Taglietti, racconteremo di quando Suspiria fece visita al maestro di Providence.





T:  Sai che questo e l'altro mio blog hanno le porte sempre aperte per te, quindi appena tutte questi interessanti progetti saranno pronti sei già invitato da ora a presentarceli...Invece per salutarci, vorrei sapere: cosa continua ancora oggi ad affascinarti di questa produzione di fumettacci sexy del passato? Cosa , secondo te, dovrebbero prendere come esempio i nuovi autori e artisti di questo genere di cose da fare (o anche non fare) dalle tante produzioni di Barbieri e Cavedon?

L: Mi affascina quella meravigliosa, fondamentale e necessaria libertà creativa e di pensiero del passato, dove potevi persino scrivere finocchio, negro, checca e frocio senza che un algoritmo del cazzo ti soffocasse o che il popolino si stracciasse le vesti mentre le giovecchie (nuova parola inventata dal un mio batterista per indicare delle anziane conciate come delle ventenni) ornano le vetrine social di tutto il mondo con i loro nuovi deretani e labbroni fotonici, usando dei filtri che gli levano persino le rughe sotto le ascelle e i peli del culo. Non c’era alcun bisogno di creare i nemici di questa o quella categoria di colore o gusto sessuale o dei migranti o di quel che vi pare. Leggevo recentemente un episodio di Sukia, il n. 99 del 1982, Il vampiro delle nevi, che si apre con un esperimento/performance di inaudita raffinatezza. Su un palcoscenico, davanti a un pubblico di maricónes in poltrona, si palesa un certo Gustav che tenterà di parlare col culo. Aiutato dalla quotidiana ingestione di fagioli e previo una lunga spiegazione tecnica sui movimenti dello sfintere atti alla pronuncia delle lettere dell’alfabeto, il petomane pronuncia chiaramente, con il buco del culo, la parola MAMMA…! L’entusiasmo del pubblico esplode e sfocia in una magnifica orgia omosessuale. Chi può proporre una finezza del genere oggi? E dove? Posso farlo io perché non mi faccio il problema di neofobie e isterismi stagionali che derivano da interessi e distorsioni politiche. Ma basta così, vi ho ammorbato abbastanza. Torniamo a dormire ma… Non dimenticate di mettere sul vostro comodino il costosissimo libro Vintagerotika - Sexy Pocket all’Italiana che potete trovare CLICCANDO QUI

T: Grazie Luca per la bella e corposa chiacchierata e grazie a voi curiose creature del vintage erotico che spero avrete letto tutta l'intervista con interesse e che magari trai commenti lascerete altre considerazioni e domande per il nostro vulcanico autore che potrete ora ammirare anche nella sua satanica performance per il video con i Death SS ...












3 commenti:

  1. Bell'intervista, Tippy, complimenti a Luca per il suo progetto.

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  2. Intervista molto bella. Ho il libro di Luca Laca e lo trovo un ottimo saggio sul genere. Concordo a pieno con lui sulla questione del politicamente corretto che oramai è sfuggito di mano e ho paura che diverrà sempre più incontrollabile. Nelle opere di finzione qualunque esse siano, sopratutto se pensate per un pubblico adulto non dovrebbe mai esistere il politicamente corretto. Ogni autore deve scegliere liberamente cosa proporre e che linguaggio usare. La correttezza deve stare appunto nella politica, nel sociale, le istituzioni devono regolarsi con linguaggio e comportamenti, non certo un personaggio di un fumetto , di un romanzo o di un film che non devono mai essere esempio di nulla, ma solo essere parte di una storia. Lasciateci godere la libertà di un'opera, chi la trova volgare o scorretta non la legga, non la guardi, entri piuttosto nelle librerie delle suore Paoline e scelga il libro, film o fumetto rispettoso dei corretti valori.

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  3. Libro che consiglio a tutti: è un ottimo documento, ben scritto che raccoglie tutta la storia del fumetto erotico italiano. L'ultima parte poi è dedicata ai ricordi dei grandi artisti che hanno collaborato con Barbieri e Cavedon: Romanini, Filippucci, Pesce, Laurenti, Bondi, Borgia, Del Boccio. Merita davvero!

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