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mercoledì 13 gennaio 2010

Seconda Puntata: In aula Magna C'è chi Palpa e chi Si Lagna!


…Nei corridoi…

Lentano, detto il Tromba, entrò nell’atrio del Liceo Fermi. Si guardò un po’ in giro e si scoprì un po’ emozionato nel varcare di nuovo la soglia di quella scuola dopo quasi 6 anni. Era esattamente identica a come se la ricordava, erano cambiati solo gli alunni e forse anche i bidelli. Di certo non c’era quel tipo magro, un po’ dinoccolato, con i capelli lunghi e la faccia da furbo al quale si annunciò:
“Buongiorno…sono il Maggiore Lentano, ho appuntamento con la vicepreside Bonazzi”
Il tipo lo squadrò dall’alto in basso, poi con un sorrisetto strafottente rispose:
“Buongiorno…io sono il primo bidello Lando, ai suoi ordini…se mi vuole seguire la porto nell’ufficio della Generalessa Bonazzi…ah ah ah…stia attento che quella è una tutta d’un pezzo…ah ah ah…” concluse ridendo il bidello…
“La conosco…ricordo bene, già da giovane supplente era una inflessibile che sapeva il fatto suo…mi ricordo ancora la settimana di sospensione che mi diede…sono un ex alunno del liceo”
“Aahh…auguri allora!” rispose Lando facendogli strada per i corridoi…Al passaggio di quel bel militare in divisa si formarono gruppetti di studentesse curiose che ridacchiavano e ammiravano quel figo in divisa…
“Puttanelle…gli basta di vedere un cetriolo in divisa che già hanno la bava alla bocca e nelle mutandine…” commentò il Lando dando un colpetto col gomito al Tromba…
Quest’ultimo pensò che da studente sarebbe andato molto d’accordo con questo bidello e che forse poteva andare d’accordo anche adesso, dovevano essere più o meno coetanei, forse il Lando doveva avere solo qualche annetto in più…pensò anche che tutta quella fichette giovani e bagnate che se lo stavano mangiando con gli occhi glielo stavano già facendo venire duro, ma che doveva controllarsi…sapeva bene cosa succedeva quando il pacco rischiava di diventare troppo grosso, l’effetto che faceva sulla divisa e non era il caso…era sicuro però che una volta vista quella strega della Bonazzi ogni possibile effetto indesiderato sarebbe svanito…se la ricordava una supplente giovane, arcigna, occhialuta e un po’ brufolosa senza alcuna attrattiva e con la vecchiaia sicuramente sarebbe ancor più diventata racchia e inacidita come tutte le prof del suo stampo…




“MMmmm che bel bocconcino…è questo il militare che ci farà da guardia e proteggerà dagli attentati…mi sa che chiederò spesso aiuto…” disse Moira parandosi davanti alla porta dell’ufficio prima che il Tromba e al Lando bussassero alla porta…

“Moira…giù le zampe o meglio giù le zinne…questo bocconcino se lo pappa tutto la Bonazzi” disse il Lando scansando via la bionda ragazza tettona…lei sbuffò, mentre aprendo la porta il Lando fece accomodare il Tromba nell’ufficio della vicepreside…”Prego…”
Il Tromba si voltò solo un attimo prima di entrare per sorridere alla tipa e ammirare meglio le sue tette…Moira ricambiò il sorriso strizzando l’occhio, sorridendo a sua volta maliziosa e passandosi poi leggermente la lingua su quelle labbra carnosissime, prima di voltarsi e mostrare un magnifico fondoschiena tutte curve, fasciato alla perfezione dalla gonna plissettata della divisa scolastica…
“che bocca da bocchini e che culo tutto da sfondare…” pensò il Tromba e una ingombrante erezione cominciò a gonfiargli il pacco dei pantaloni della divisa “controllati Tromba!”…pensò…

“Si accomodi Maggiore Lentano” – disse una voce femminile da dietro una grossa sedia girevole posta dietro la scrivania e voltata verso lo schedario in modo da dare le spalle al Tromba appena entrato nell’ufficio…”Buongiorno professoressa…come sta?” salutò scherzoso Lentano sicuro che appena la donna voltasse la sedia e si rivelasse a lui, l’erezione sarebbe velocemente scemata nel vedere una prugna secca occhialuta…
La sedia girò con eleganza, rivelò si una prof occhialuta, ma non certo avvizzita e secca, ma una bella donna mora, dal corpo sodo e ben avviluppato da un tailleur un po’ scollato dove si intravedevano due bei seni generosi…”Salve ex alunno Lentano…bentornato al Liceo Fermi”

Il Tromba istintivamente restò a bocca aperta, sentì come se stesse per andare a fuoco la sua divisa mentre ormai l’erezione incontrollabile divenne sempre più gigantesca ed evidente…
“Sa…sa..Salve!” balbettò…


…In Aula Magna…

…Quella mattina non solo era arrivato il Tromba al Liceo Fermi, ma c’era grande fermento per l’assemblea d’istituto straordinaria indetta dal comitato studentesco per protestare contro la sorveglianza militare nella scuola…Gli studenti di sinistra naturalmente erano i più agguerriti e contrari alla decisione del consiglio d’istituto e della vicepreside e discutevano con foga con gli studenti di destra che invece appoggiavano in pieno la scelta e davano dei cretini e irresponsabili a chi la pensava diversamente da loro…
Al Renzo e al suo tirapiedi Pierino non gli fregava chi avesse o no ragione erano solo contenti di saltare le lezioni e spassarsela li in aula magna a fare scherzi e importunare le ragazze…c’era una gran calca, in pochi ascoltavano veramente il dibattito, in molti si facevano i cavoli propri, quelli che avevano trovato posto a sedere ne approfittavano per scopiazzare qualche compito non svolto a casa…
Sonia invece era rimasta in piedi tra la calca degli studenti, le mancava un po’ il respiro ed era un po’ incavolata…era interessata al dibattito, ma gli schiamazzi e gli scherzi idioti di Pierino e Renzo la disturbavano e non le facevano capire nulla…Anche Tippy era rimasta in piedi e anche lei cercava di seguire, ma era costretta a schivare le pallottole di carta che quei due cretini lanciavano di continuo…schivando un’ultima traballò e finì per terra portandosi dietro Sonia che era in piedi vicino a lei – “Fai attenzione!” protestò la ragazza…
“Scusami, non volevo…sono inciampata per evitare quella palla di carta, non volevo farti cadere…” si giustificò Tippy arrossendo…era la prima volta che rivolgeva la parola a Sonia…non la conosceva bene, lei era appena arrivata al liceo Fermi, ma giravano voci strane su Sonia, aveva sentito dire che prima era un ragazzo…e che ancora non si era del tutto operata per diventare in tutto e per tutto donna…
“Si lo so che non l’hai fatto apposta…sono quei due soliti cretini…non sono mai cambiati, tali e quali a come li avevo lasciati l’anno scorso!” rispose aiutando Tippy a rialsarsi…”Ti sei fatta male?”

“no…no…mi sono solo strappata un pochino la divisa…” disse Tippy mostrando un leggero strappo…
“Che idioti..è colpa loro” gridò Sonia indicando i due che ridevano come matti vedendo quella scena…

“hai qualche problema frocetto?!” domandò Renzo con un sorrisetto sprezzante avvicinandosi alle due, seguito da Pierino che continuava a ridere…

“Si…grazie ai vostri giochini da bambini idioti ci avete fatto cadere e avete anche strappato la sua divisa…possibile che non siate ancora cambiati, siete i soliti deficienti, poi vi lamentate se i prof vi bocciano…” disse a tono duro Sonia, per niente intimorita guardando Renzo dritto negli occhi…un tempo avrebbe taciuto, avrebbe subito le offese, un tempo quando era ancora Sandro il secchione effeminato preso in giro da tutti era timido e remissivo, chiuso in quel corpo sbagliato, adesso invece era una ragazza bella, intelligente e sicura di se…nessuno le faceva paura.

“Tu invece sei cambiato Sandrino il finocchino…” disse ridendo Pierino “sei diventato una trans…”

“Già…ma resti sempre un frocettino caro Sandrino…” continuò Renzo in tono di sfida…

“Mi chiamo Sonia adesso…”

“Oooh si chiama Sonia…hai sentito Renzo?...e sentiamo come te le sei gonfiate le poppe che hai con la pompa della bicicletta?!…fai un po’ sentire” disse Pierino sghignazzando allungando le mani per palpare il seno della trans…Sonia gli mollò uno schiaffo, ma da dietro venne bloccata da Renzo che prendendole con forza entrambe le braccia le bloccò dietro la sua schiena…

Tippy osservò la scena sconvolta, voleva chiamare aiuto ma si trovava nel bel mezzo della calca, i pochi vicini a loro osservavano la scena divertiti e facevano il tifo per quei due bulli, altri erano voltati e non vedevano e altri ancora si facevano i cavoli propri…Sonia quando un tempo era Sandro non aveva amici, non stava simpatico a nessuno perché era un secchione che non faceva mai copiare ed era un po’ il cocco dei prof, adesso che era Sonia era per loro un fenomeno da baraccone…quindi…i pochi che non provavano risentimento o fastidio per Sonia erano comunque intimiditi da Renzo che decisamente era il leader del liceo e quindi rispettato da tutti, guai mettersi contro di lui…Per Tippy era impossibile aiutarla…
 
“Lasciami stronzo!” protestava Sonia dimenandosi, ma Il Renzo era più forte e non mollava la presa…

“Stai fermo frocetto…Pierino, dai senti un po’ se quelle tette sono gonfie d’aria o sono solo di plastica…”disse incitando l’amico…

Pierino svelto palpò il seno di Sonia che era comunque sodo e di buona consistenza come quello di una ragazza…si accorse che al tatto il suo pisello si era svegliato diventandogli duro…

“Però…hanno fatto un bel lavoro…” commentò continuando a palpare di gusto…

“Lasciatela dai…non è giusto…” intervenne Tippy facendosi timidamente coraggio

“Stai zitta tu verginella…lo so che vorresti essere al suo posto e farti palpare da noi…sarà per un’altra volta” disse il Renzo lanciando uno sguardo da stronzetto a Tippy che senti un brivido lungo la schiena…”in effetti” pensò tra se e se “non ha torto…vorrei essere io li al posto di Sonia”…

“Non preoccuparti Tippy…” disse Sonia mantenendo la calma “…Ti piacciono allora le mie tette, Pierino…sono belle sode no?”

“Eh eh eh…molto sode” rispose ridendo

“Dovresti sentire anche il mio culetto com’è bello sodo” continuò Sonia…

“Veramente?!” rispose un po’ inebetito Pierino allungando la mano sul sedere della giovane trans..palpandolo ben bene…”spettacolare…”

“Eihi frocetto…ti piace allora fatti palpare…” intervenne Renzo che non mollando la presa, con la mano libera provò anche lui a palpare le tette con forza…

Sonia sentiva su di se le mani dei due e provò molto piacere…in realtà era quello che desiderava essere toccata dal più figo della scuola, ma doveva comunque dare una punizione ai due non poteva subire ancora…aspetto l’attimo giusto quando i due erano presi da tutto quel palpamento per fare la sua mossa…si strusciò con il sedere sul pacco ormai duro del Renzo…

“mmm Renzo detto il Gol…allora ti eccitano anche le trans come sento” disse languida come miagolando strusciandosi bene su quel paccone…

Il Renzo si bloccò interdetto con un po’ di vergogna, mollò la presa e fu in quel momento che Sonia sferrò con un colpo ben assestato un calcio tra le palle di Pierino che bestemmiando si piego su se stesso dal dolore…poi la trans scoppiò a ridere, si fece largo tra la folla e uscì dall’aula magna…

Tippy rimase a bocca aperta sia per la scena, sia nel constatare quanto voluminoso fosse il pacco dei jeans del Renzo…

…In autostrada…


Mario il camionista era come ogni mattina al lavoro con il suo tir…l’autostrada quel giorno era un po’ congestionata e per tornare a casa ci avrebbe messo più del previsto…decise di fermarsi al solito autogrill per fare una pausa caffè, pisciare e sgranchirsi un po’ le gambe…
Nonostante i suoi 40 anni era ancora un bel fusto, alto, fisico palestrato, neppure un capello bianco e un bel sedere fasciato dai jeans stretti col cinturone che faceva sempre girare le teste delle signore e signorine varie…Come la testa della tipa dai vaporosi capelli rossi seduta in un tavolino dell’autogrill che stava sorseggiando un caffè in compagnia di una ragazza più giovane…
“Mamma mi stai ascoltando?!”  protestò quest’ultima vedendo la madre distratta…
“Ma si…si…cara…” sbuffò la rossa dispiaciuta di interrompere quella bella visione del fondoschiena del Mario, tornando a voltarsi verso la figlia “Appena tuo padre arriva a prenderci in questo autogrill ne parleremo con lui dei preparativi per il tuo matrimonio…”
“Speriamo arrivi presto…che sfiga, proprio in autostrada doveva lasciarci in panne quella macchina!...io odio stare negli autogrill…” continuò la figlia
“Io no…sono comodi…e pieni di gente interessante…” rispose la madre ricambiando il sorrisetto malizioso del Mario in piedi al banco bar che aspettava il suo caffè e certo non gli era sfuggito prima l’interessamento della bella rossa al suo fondoschiena…

“Mmm avrei proprio voglia di una bella galoppata” pensò il Camionista sorseggiando il caffè e guardando fisso a distanza la signora che ricambiava volentieri il suo sguardo…improvvisamente suonò il suo cell….

…In Aula Magna…

“Papiiii” cinguettò Moira nel microfono del suo cellulare…
“Dimmi amore mio…” rispose Mario il Camionista
“Mi si è fuso il motorino oggiiii…non è che puoi passarmi a prendere quando esco da scuola?”
“Tesoro, mi sai che dovrai farti dare un passaggio da qualche amica…oppure prendere il bus, il tuo paparino è bloccato in autostrada…non credo che ce la farò ad arrivare in centro per quell’ora…”
“Ufffiiii…vabbè, se proprio non puoiiii…per farti perdonare allora dovrai portarmi un regalinooo”
“Ok piccola…sarà fatto…fai la brava bimba a scuola…ok?”
“Siii papiii…io faccio sempre la brava bimba…baciniii”…e appena riattaccato il cellulare mandò suo padre a fare in culo…”stronzo…mi devo pure trovare un passaggio, oggi che piove…”
“Ma Moira…prendi il bus con me no?” disse Katia
“Io…montare su un bus…mica sono una sfigata come te…so io da chi farmi offrire un passaggio…in macchina” e detto questo Moira si alzò dalla sedia dove era seduta e gettò uno sguardo sulla folla per cercare colui che le avrebbe dato un passaggio…in cambio di qualcosa di molto piacevole per entrambi…

…Vicepresidenza…

“Vede Maggiore Lentano…la sicurezza è molto importante di questi tempi…abbiamo subito un attentato, siamo salvi per miracolo ed è per questo che ho fatto installare questo sistema di controllo con telecamere…ce ne sono anche di nascoste e nei punti più impensabili, con il tecnico ho deciso io stessa dove piazzarle…nessun’altro professore sa dove tutte siano posizionate, perché è sempre meglio non fidarsi di nessuno…” disse accavallando le gambe sotto il tavolo la Bonazzi…

Il Tromba sudava freddo, da seduto poteva controllare meglio la sua erezione, ma gli era comunque difficile, quasi gli faceva male tenerlo rinchiuso in gabbia…”Certo professoressa, ha ragione…” deglutì osservando lo spacco vertiginoso della gonna della Bonazzi, ma cercò di continuare, era pur sempre un militare, di belle fighe ne aveva viste, doveva dimostrarsi forte e sicuro come sempre “Anch’io non starei troppo a pensare alla privacy in emergenze come queste ed è giusto che solo io e lei sappiamo dove le telecamere siano nascoste…”

“Bravissimo, vedo che il militare, la disciplina l’hanno fatto ben maturare e mettere la testa a posto…”

“Te la metterei io la testa in un certo posto…” pensò sorridendo il Tromba che invece disse “Grazie…di me si può fidare e collaboreremo nel migliore dei modi”

“Ne sono sicura…” disse con un tono sensuale la vicepreside…poi si alzò dirigendosi verso un armadio a muro chiuso a chiave…lo aprì e disse “Guardi qui…”

“Ehmmm…si?!” disse il Tromba distogliendo rapido lo sguardo dal bel culo tondo della prof verso l’interno dell’armadio dove c’era un grosso televisore che mandava le immagini riprese dalla telecamera in aula magna…

“Con questo posso cambiare canale e osservare i vari punti del liceo…” disse la prof mostrandogli il telecomando “adesso siamo in aula magna…schiaccio e sono in terza c…c’è un canale per ogni classe, andando avanti si va in sala professori, palestra, mensa, laboratori, ripostigli, archivi…e…” si bloccò

Il Tromba che osservava curioso, chiese  “e?”

“Ed ecco i punti…chiamiamoli…caldi…gli spogliatoi maschili…quelli femminili…le docce…i cessi….zone certo proibite, ma appunto perché tali possono essere più a rischio per nascondere ordigni no?...”
“Eh…già!” rispose il Tromba fingendo sicurezza nonostante fosse un po’ sconvolto per l’audacia della scelta della vicepreside…

“Un video-registratore poi è sempre a disposizione per registrare su nastro quello che vogliamo…e dal telecomando possiamo anche gestire il movimento della camera vede?... e lo zoom…” concluse zoomando sul volto di una bella studentessa bionda, la nuova arrivata…quella Tippy…”Carina vero?”….

Il Tromba spalancò la bocca meravigliato e incredulo…”Ma…ma quella è…è…mia sorella!”

“Sua sorella?” chiese sorridendo con malizia la Bonazzi come se non fosse affatto meravigliata da questa dichiarazione…

“Si…vede…mia sorellastra, per la precisione…mia madre quando si è divorziata da mio padre si è risposata e ha avuto un’altra figlia…io ho sempre avuto pochi rapporti con la nuova famiglia di mia madre, si erano trasferiti all’estero, li vedevo poco e niente…sapevo che erano tornati in città dopo la morte del marito di mia madre…ma non che Tippy studiasse proprio in questo liceo…”

“Infatti si è iscritta da poco…è una nuova allieva deve ancora ambientarsi…ma ora che c’è il suo fratellone a farle da guardia sarà più contenta no?!” concluse la Bonazzi  con un sorriso alquanto diabolico…

Il Tromba vide scomparire il bel volto della sorellina e si ritrovò davanti al sorrisetto ambiguo della vicepreside…quella donna sembrava alludere sempre a un doppio senso ogni cosa che diceva, sembrava che stesse architettando un piano. Lui era un suo complice o una sua vittima…quella donna non gliela raccontava giusta…


…Nell’autogrill…

La rossa si era alzata, aveva lasciato la figlia seduta che sfogliava una rivista e si era avvicinata al banco bar…”Salve…Lei viene da Nord?” chiese sorridendo al Camionista…
“Si…sto scendendo” rispose ricambiando il sorriso
“La situazione è sempre critica verò?...le strade sono congestionate?...”
“Eh si…”
“mmm mio marito sta scendendo a prenderci perché la nostra auto si è fermata…mi vuole dire che non arriverà presto vero?” domandò come se non ne fosse affatto preoccupata ma desiderasse invece avere conferma del ritardo
“Si…ci sono più di due ore di coda…se è partito adesso”
“già…già…proprio dieci minuti fa…arriverà tardissimo allora…dovrò annoiarmi molto qua dentro mi sa….”
“Perché restare qua allora?…parcheggiato qua fuori ho il mio tir…se vuole la ospito per un po’…tanto per ingannare l’attesa…” propose il Camionista con fare tentatore…
“mmm interessante…ma sa…sono qua con mia figlia…si deve sposare è preoccupata per i preparativi…”
Il camionista buttò un occhio sulla ragazza “bella fichetta la sposina…ma la madre ha molta più voglia di cazzo mi sa” pensò poi rivolgendosi alla rossa “Piacere Mario, Il Camionista…”
“Piacere mio, Teresa, diamoci del tu…”
“Allora Teresa…Vedi quel grosso bestione la a destra rosso con la scritta M trasporti?...”
La donna annui… “Brava…io adesso vado la, c’è una cabina con la branda, c’è un materasso per riposare…ma non ho sonno e non sono stanco…mi butto li aspettando che la strada si sblocchi…mi leggo la gazzetta dello sport…ma se ti sganci per un po’ da tua figlia…basta bussare a una delle porte…e…TI APRO!” concluse esaltando l’ultima frase di un chiaro doppio senso….alla rossa si bagnarono subito le mutande….

…nei corridoi…

Quando c’era assemblea i bidelli avevano meno da fare e così quella mattina Lando ne approfittò per stuzzicare un po’ Vera, la segretaria della scuola che da tempo glielo faceva venir duro…

“Dove vai bella?” domandò seguendola come un segugio nei corridoi…
“Devo scendere giù…nell’area del bar che stanno aprendo…devo controllare che tutto sia a posto…domani lo apriranno” rispose tirando dritta verso le scale

“Beh ti accompagno allora…tutta sola, la…non vorrei che ti succedesse qualcosa…”
“Che vuoi che mi succeda?…non ti preoccupare”

Ma il Lando che già sentiva odore di fica continuò a seguirla anche quando Vera aprì la porta del punto bar ristoro ed entrò dentro…Il Landò entrò anche lui, facendo attenzione a chiudere bene la porta e che nessuno lo avesse notato, poi si voltò sul magnifico culetto della segretaria…

…in aula Magna…

“Ciao Gol, come sei tutto incupito…senti…vorrei chiederti un favore” disse  Moira strusciandosi  al Renzo come una gattina Moira   che era ancora un po’ incazzato per l’affronto di Sonia
“Sono incazzato con quel frocio di Sandro…ci ha presi in giro e ha dato un calcio nei coglioni a Pierino…guarda è ancora li che si lagna…”
“Ohh poverino…ma ho io il rimedio giusto…guardate si sono liberati tre posti…sediamoci” disse Moira facendo accomodare i due amici nei posti di un banco a tre, dove lei si posizionò nel mezzo…
“Ti hanno fatto la bua ai gioielli di famiglia eh…ho io il massaggio che ci vuole per far passare il dolore…” disse infilando le mani sotto il banco fino a toccare il pacco dei jeans di Pierino…tirò giù la cerniera e infilo delicatamente la mano nelle mutande del ragazzo…

Il banco aveva il muro dietro e davanti c’era un pannello che copriva…sarebbero stati indisturbati…

“Ohhh ma che dolce manina generosa…siii” disse con la bava alla bocca Pierino a quel massaggio sulle palle gonfie…”Ci sai fare…già non mi fa più male…mmm anzi…”

“Cresce qualcosa mi sa…Pierino porcellino…” disse la ragazza ridendo tastando il pisello già bello dritto e duro dell’amico…

“Che favore ti serviva Moira?” Chiese Renzo accarezzando la coscia della tipa da sotto il banco…

“Un passaggio a casa…piove…ho il motorino in panne…tu una bella macchina spaziosa…se mi dai uno strappo oggi…ti do quello che vuoi…”

“Voglio questa!” disse il Renzo afferrandole con forza la fica da sopra le mutande tanto che Moira si irrigidì e di scatto strinse forte l’uccello di Pierino…

“Oh…piano…piano!” protestò lui

“mmmm ma certo…l’avrai…e se mi darai un passaggio tutte le volte che voglio…domani, dopodomani….quando te lo chiedo insomma…potrei diventare la tua schiavetta sai…”

“Ahhh sii?...” disse infilando un dito nella sua fichetta bagnata…”E farai tutto quello che ti ordinerò io?” continuò infilandone due dita mentre lei menava con maestria il pisello del Pierino che godeva come un porcello…

Moira: “tutto mmm siii…sarò la tua schiava”

Renzo: “la mia lurida schiava troia, vorrai dire…”  e infilò con forza un altro dito in quel laghetto di umori…

Moira: “Siii la tua troietta” ansimando e aumentando il ritmo su Pierino

Renzo: “ok…ma devi obbedirmi su ogni cosa e aiutarmi a vendicarmi di quel frocio di un trans anche!” la mano era quasi dentro…

Moira: “SSSSIIIIII”  fuori di se per la goduria

Pierino: “SIIIIIII…ti sborro in manooo” venendo copiosamente e riempiendole la mano di seme bianco e appiccicoso…

Renzo: “Brava schiava troia…ora pulisciti bene la mano, non voglio vedere neanche una goccia”

Moira: “Si Gol…anzi, Si Padrone…” concluse mettendosi le dita appiccicose in bocca….

7 commenti:

  1. MMMMMHHHHHHHH....CHE GODURIA !!!!!
    COME CONTINUA IL SEGUITO ? IL MIO CAZZONE PALPITANTE ed ARDENTE LO VUOLE SAPERE !!!
    IL TUO MONTATORE VERACE è ECCITANTISSIMO MIA CARA ARRAPANTISSIMA HOSTESS !!!

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  2. Arrapante Hostess sono cosi arrapato che mi hai fatto persino scrivere sgrammaticato....mmhhhhh

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  3. mi e' diventato durissimo.....

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  4. Bella seconda puntata!! Certe cose devono ancora ...svilupparsi, ma prevedo grandi , e non dico grandi a caso, colpi di scena!

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  5. MENO MALE CHE SCOPO....ALTRIMENTI GODREI OGNI VOLTA CHE TI LEGGO...COPIOSAMENTE,IMMAGINANDO DI CHIAVARTI IN BOCCA....

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  6. Affascinante ^^ bello bello bello!!! ;-)

    Enzo Fattimiei

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  7. Complimenti Tippy, fantasticooooooooooo :D

    Raffaele :)

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